Ed eccomi qui a raccontare di una passeggiata Napoletana…fuga in treno per un giorno dai ritmi soliti della vita quotidiana della capitale…alla ricerca di un po’ di sano spirito natalizio…(ma mi sa che per quest’anno è andata così…ci rinuncio)
Premessa all’introduzione: questo post lo avevo scritto per intero impiegandoci mooolto più tempo, questa non è che una copia frettolosa quindi (ovviamente) quello che avevo scritto prima era moooolto più figo :D)
Si decide per il treno, si va e si torna in giornata, partenza h 08:15 da Roma termini, con 2 ore e 45 siamo a Napoli: neanche siamo scesi che già si mangia, caffè e sfogliatella da “Il…caffè” a piazza Garibaldi…e ci accoglie subito la napoletanità nella più bella delle sue espressioni che si incarna in un gentile e premuroso barista….
Raccolte le forze, comincia la scarpinata: Corso Umberto e la prima cosa che non puoi fare a meno di notare sono i cassonetti stracolmi che riversano spazzatura sui marciapiedi, brutta immagine che però viene subito compensata dalla città che si rivela piano piano…
Svoltando a destra si arriva a via Duomo, salendo facciamo una visita alla cattedrale e poi si torna giù, quasi subito sulla destra imbocchiamo via dei Tribunali ed ecco che la città si rivela nei suoi aspetti più chiassosi e colorati: friggitorie, pizzerie, botteghe e negozietti vari affollati da napoletani e turisti più o meno nella stessa misura… Da lì si gira su San Gragorio Armeno (dopo una breve visita alla chiesa di San Lorenzo) ed è un tripudio di rosso, di pastori e delle più incredibili invenzioni per presepi, e noi ovviamente non ci lasciamo sfuggire nulla, nessun negozio, nessuna bancarella, nessun porticato… Da menzionare assolutamente è la strafamosa bottega nella quale riproducono le statuine dei più importanti personaggi dell’attualità: dalla Brambilla a Cannavaro, da Pavarotti col testamento in mano ai candidati alle elezioni USA…
Dopo questa full immersion pre-natalizia (e ringraziando il cielo di non aver scelto il week-end per questa gitarella fuori porta, vedendo quanto sia stretta ed affollata la stradina già di giovedì) torniamo indietro per una meritata pausa-pranzo.
Il luogo designato è la pizzeria del presidente (come da preziosissimo consiglio di zingarate.com) riconoscibile per la foto di Clinton all’ingresso ( e le numerose altre all’interno); all’ingresso quello che potrei tranquillamente definire (senza timore di venir smentita :D) il tipico “scugnizzo napoletano” ci fa “gentilmente” presente che la pizzeria è piena: bisognerà aspettare!!
Per ovviare l’attesa ci avventiamo su una frittatina (una sorta di arancino fatto con la pasta) unto e bisunto ma buonissimo anche mangiato tra gli afrori dei gas di scarico delle auto e dei motorini che per poco non ci uccidevano passando a tutto gas ( e a tutto clacson) per quella e tutte le altre strade…
Alla fine tocca a noi, e la pizzeria si rivela molto carine, e la pizza buonissima…ma la pausa è breve e le cose da vedere parecchie…quindi gambe in spalla e si riparte: proseguendo per via dei tribunali si entra in una zona un po’ più “intellettuale” (data immagino la vicinanza con l’università) fatta di localini molto carini e tantissime librerie, tra piazza Bellini e piazza Dante.
Da lì si scende per via Toledo da dove girando a sinistra si arriva a Piazza del Gesù dove una visita avrebbe meritato il chiostro del Monastero di Santa Chiara, ma il tempo è poco e il danaro pure, quindi si va oltre. Con la forza prelevata da un buon caffè affrontiamo il resto della passeggiata: via Benedetto Croce con i negozietti artigianali e le stampe artistiche ci riporta verso Via Duomo.
Da lì riscendendo per corso Umberto ci fermiamo a dare un’occhiata alla sede della Federico II (bellissima…non ci credo che c’è gente che fa lezione in quel posto fantastico (sigh!)) e poi giù verso piazza Municipio dove non può mancare un giro intorno al Maschio Angioino (forse una delle cose più belle a livello artistico che io abbia mai visto in Italia); si prosegue verso piazza del Plebiscito e il colpo d’occhio è fantastico: ormai il sole è calato e sopra il colonnato tutto illuminato, esattamente sopra la cima della cupola capeggia uno spicchio di luna che sembra messa lì apposta a dare un tocco esotico al tutto…Un rapido sguardo (si rapido è la parola chiave di questo racconto ma in realtà lo spirito della giornata è stato decisamente rilassato e rilassante) alla basilica e poi ancora verso piazza Trento e Trieste e Galleria Umberto dove non possono mancare le sfogliatelle da riportare a casa…
E così finisce questa bella passeggiata, mentre un passo dietro l’altro, una chiacchera dietro l’altra ci si riavvia (sempre rigorosamente a piedi) verso la stazione; dove per chiudere in bellezza si decide di prendere dei pesantissimi panini napoletani per cena (io il mio non ho osato nemmeno assaggiarlo: ancora non ho finito di digerire nemmeno tutto il resto…). E così con “soli” 25 minuti di ritardo il treno ci riporta a Roma….
Quest’esperienza del viaggio in giornata necessitava di un resoconto essendo un’esperienza del tutto nuova per me: in pratica 7 ore di camminata e nemmeno un millilitro di benzina spesa (alla faccia di quanti si sono sentiti persi in questi giorni nell’eventualità che per sbaglio i pieni di benzina nelle loro preziosissime macchine potessero non bastare ad inquinare il mondo a sufficienza ed hanno affollato tutti i distributori d’italia). Ma a parte la parentesi polemico-ambientalista devo dirmi decisamente soddisfatta dell’esperienza e piacevolmente sorpresa da questa città…peccato soltando manchi totalmente di valorizzazione del grandissimo patrimonio artistico che possiede (penso alla spazzatura per strada o ai grandini inagibili a piazza Plebiscito)…peccato davvero... ma esperienza da ripetere e città da scoprire… magari con un po’ più di calma…
Premessa all’introduzione: questo post lo avevo scritto per intero impiegandoci mooolto più tempo, questa non è che una copia frettolosa quindi (ovviamente) quello che avevo scritto prima era moooolto più figo :D)
Si decide per il treno, si va e si torna in giornata, partenza h 08:15 da Roma termini, con 2 ore e 45 siamo a Napoli: neanche siamo scesi che già si mangia, caffè e sfogliatella da “Il…caffè” a piazza Garibaldi…e ci accoglie subito la napoletanità nella più bella delle sue espressioni che si incarna in un gentile e premuroso barista….
Raccolte le forze, comincia la scarpinata: Corso Umberto e la prima cosa che non puoi fare a meno di notare sono i cassonetti stracolmi che riversano spazzatura sui marciapiedi, brutta immagine che però viene subito compensata dalla città che si rivela piano piano…
Svoltando a destra si arriva a via Duomo, salendo facciamo una visita alla cattedrale e poi si torna giù, quasi subito sulla destra imbocchiamo via dei Tribunali ed ecco che la città si rivela nei suoi aspetti più chiassosi e colorati: friggitorie, pizzerie, botteghe e negozietti vari affollati da napoletani e turisti più o meno nella stessa misura… Da lì si gira su San Gragorio Armeno (dopo una breve visita alla chiesa di San Lorenzo) ed è un tripudio di rosso, di pastori e delle più incredibili invenzioni per presepi, e noi ovviamente non ci lasciamo sfuggire nulla, nessun negozio, nessuna bancarella, nessun porticato… Da menzionare assolutamente è la strafamosa bottega nella quale riproducono le statuine dei più importanti personaggi dell’attualità: dalla Brambilla a Cannavaro, da Pavarotti col testamento in mano ai candidati alle elezioni USA…
Dopo questa full immersion pre-natalizia (e ringraziando il cielo di non aver scelto il week-end per questa gitarella fuori porta, vedendo quanto sia stretta ed affollata la stradina già di giovedì) torniamo indietro per una meritata pausa-pranzo.
Il luogo designato è la pizzeria del presidente (come da preziosissimo consiglio di zingarate.com) riconoscibile per la foto di Clinton all’ingresso ( e le numerose altre all’interno); all’ingresso quello che potrei tranquillamente definire (senza timore di venir smentita :D) il tipico “scugnizzo napoletano” ci fa “gentilmente” presente che la pizzeria è piena: bisognerà aspettare!!
Per ovviare l’attesa ci avventiamo su una frittatina (una sorta di arancino fatto con la pasta) unto e bisunto ma buonissimo anche mangiato tra gli afrori dei gas di scarico delle auto e dei motorini che per poco non ci uccidevano passando a tutto gas ( e a tutto clacson) per quella e tutte le altre strade…
Alla fine tocca a noi, e la pizzeria si rivela molto carine, e la pizza buonissima…ma la pausa è breve e le cose da vedere parecchie…quindi gambe in spalla e si riparte: proseguendo per via dei tribunali si entra in una zona un po’ più “intellettuale” (data immagino la vicinanza con l’università) fatta di localini molto carini e tantissime librerie, tra piazza Bellini e piazza Dante.
Da lì si scende per via Toledo da dove girando a sinistra si arriva a Piazza del Gesù dove una visita avrebbe meritato il chiostro del Monastero di Santa Chiara, ma il tempo è poco e il danaro pure, quindi si va oltre. Con la forza prelevata da un buon caffè affrontiamo il resto della passeggiata: via Benedetto Croce con i negozietti artigianali e le stampe artistiche ci riporta verso Via Duomo.
Da lì riscendendo per corso Umberto ci fermiamo a dare un’occhiata alla sede della Federico II (bellissima…non ci credo che c’è gente che fa lezione in quel posto fantastico (sigh!)) e poi giù verso piazza Municipio dove non può mancare un giro intorno al Maschio Angioino (forse una delle cose più belle a livello artistico che io abbia mai visto in Italia); si prosegue verso piazza del Plebiscito e il colpo d’occhio è fantastico: ormai il sole è calato e sopra il colonnato tutto illuminato, esattamente sopra la cima della cupola capeggia uno spicchio di luna che sembra messa lì apposta a dare un tocco esotico al tutto…Un rapido sguardo (si rapido è la parola chiave di questo racconto ma in realtà lo spirito della giornata è stato decisamente rilassato e rilassante) alla basilica e poi ancora verso piazza Trento e Trieste e Galleria Umberto dove non possono mancare le sfogliatelle da riportare a casa…
E così finisce questa bella passeggiata, mentre un passo dietro l’altro, una chiacchera dietro l’altra ci si riavvia (sempre rigorosamente a piedi) verso la stazione; dove per chiudere in bellezza si decide di prendere dei pesantissimi panini napoletani per cena (io il mio non ho osato nemmeno assaggiarlo: ancora non ho finito di digerire nemmeno tutto il resto…). E così con “soli” 25 minuti di ritardo il treno ci riporta a Roma….
Quest’esperienza del viaggio in giornata necessitava di un resoconto essendo un’esperienza del tutto nuova per me: in pratica 7 ore di camminata e nemmeno un millilitro di benzina spesa (alla faccia di quanti si sono sentiti persi in questi giorni nell’eventualità che per sbaglio i pieni di benzina nelle loro preziosissime macchine potessero non bastare ad inquinare il mondo a sufficienza ed hanno affollato tutti i distributori d’italia). Ma a parte la parentesi polemico-ambientalista devo dirmi decisamente soddisfatta dell’esperienza e piacevolmente sorpresa da questa città…peccato soltando manchi totalmente di valorizzazione del grandissimo patrimonio artistico che possiede (penso alla spazzatura per strada o ai grandini inagibili a piazza Plebiscito)…peccato davvero... ma esperienza da ripetere e città da scoprire… magari con un po’ più di calma…
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